Il Trust per chiudere il Concordato La Perla in liquidazione Srl

Avv. Annapaola Tonelli

Si tratta di una vicenda che ha avuto una certa risonanza nell’ambito dell’insolvenza e gestione della crisi per una serie di peculiarità dovute a specifiche operazioni, ciascuna delle quali ha rappresentato una novità assoluta.

Nel 2013 aveva inizio la vicenda giudiziaria della società La Perla, brand di notorietà internazionale nel mondo della lingerie di lusso, che depositava domanda di concordato preventivo con riserva avanti il Tribunale di Bologna. Il primo significativo fatto, di tale rilevanza in ambito fallimentare da essere poi ripreso nel codice della crisi, fu la decisione degli organi della procedura di non autorizzare l’affitto, finalizzato al successivo acquisto, di un ramo d’azienda, ritenendo che l’avvio di una selezione competitiva avrebbe prodotto maggior profitto.

La decisione si stagliava per la sua assoluta novità data da due fattori, il primo temporale: il tribunale decise mentre erano ancora pendenti i termini concessi dalla legge per deposito della proposta concordataria, il secondo: l’offerente respinto dal Tribunale aveva offerto una cifra che di per sé sola risultava sufficiente ad assicurare il pagamento dei creditori nei minimi previsti dalla legge fallimentare.
Ciò non di meno gli organi della procedura si dimostrarono attenti e lungimiranti tanto che in esito alla vendita competitiva, il ramo d’azienda fu acquistato ad un valore superiore di oltre 3 volte il prezzo originariamente offerto.

Il secondo fatto significativo ebbe invece luogo quando, completato il pagamento di tutti i creditori ammessi, la procedura aveva ancora un cospicuo attivo e, per contro, due situazioni ancora pendenti: la sussistenza di oltre 300 creditori irreperibili e una serie di cause giuslavoristiche incorso, promosse da un lavoratore che non aveva conciliato ex art.411 cpc.
Ciò pareva costringere la procedura a rimanere aperta fintanto che la situazione non si fosse completamente definita e quindi divenuta tale da permettere al Commissario liquidatore di ripartire il residuo attivo fra i creditori: almeno 7 o 8 anni.

La soluzione proposta dall’avv. Annapaola Tonelli di istituire due trust, l’uno con la provvista relativa e destinata ai creditori irreperibili e l’altro con quella destinata a chi fosse riuscito vittorioso dalle cause giuslavoristiche, senza alcun aggravio nemmeno fiscali in sede di istituzioni degli atti, ha permesso di chiudere il concordato e cancellare la società dal registro delle imprese in pochi mesi.

Nell’articolo qui scaricabile, pubblicato dalla rivista Trust & Attività Fiduciarie, il caso viene raccontato nella sua interezza

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