La difesa processuale dei trust: una delicata sfida

Avv. Annapaola Tonelli

Molto frequentemente le clausole degli atti di trust sono redatte senza aver considerato le conseguenze processuali che ne possono derivare.

Sono molto comuni, ad esempio, atti che prevedono la temporanea occupazione dell’ufficio di trustee, da parte del guardiano, in caso di vacatio del trustee nominato.

In un caso che ci ha visti coinvolti, il creditore del fondo in trust, volendo riscuotere il proprio credito, appura che l’ufficio di trustee è temporaneamente occupato dal guardiano e lo cita in giudizio.
Il guardiano si costituisce eccependo di non avere la carenza di legittimazione passiva e di essere in carica solo per l’amministrazione ordinaria del trust.

Il Tribunale, avvalendosi per la prima volta in Italia, in materia di trust, della disposizione di cui agli artt. 68 cpc e 14 L. 218/1995 nomina un esperto della Legge regolatrice prescelta, l’avv. Tonelli, e le pone una serie di quesiti strettamente attinenti alla legge internazionale predetta e ai principi che vi sottendono in materia di diritto dei trust.

La decisione del giudice, assunta sulla base della relazione dell’esperto è la sentenza del Tribunale di Trieste 29 ottobre 2019.

La seconda questione riguarda la l. 112\16 e l’amministrazione di sostegno. A volte le migliori intenzioni naufragano per la difficile sfida rappresentata dal confronto fra le nostre norme sostanziali e processuali con il diritto dei trust.

L’ordinanza del Tribunale di Bologna 21 novembre 2019, relativa ad una causa che ha condotto alla declaratoria di non riconoscibilità di un trust richiesta dall’avv. Tonelli, insieme a un altro collega, per conto dell’amministrazione di sostegno di un disabile grave, è stato l’epilogo di una triste vicenda che avrebbe potuto risolversi del tutto diversamente.

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